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	<title>Calcio Malato &#187; Calcio Malato</title>
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	<description>vogliamo i piedi puliti!</description>
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		<title>Intercettazioni prima di inter sampdoria</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 20:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora intercettzioni e ancora calcio malato. le intercettazioni risalirebbero al 9 gennaio 2005 &#8211; il giorno della partita di campionato tra Inter e Sampdoria, poi finita 3-2 per i nerazzurri &#8211; quando Facchetti telefona a Bergamo, allora designatore arbitrale. Ecco il contenuto della chiamata: Facchetti: &#8220;Pronto Paolo, sono Facchetti&#8221; Bergamo: &#8220;Buongiorno Giacinto&#8221; Facchetti: &#8220;Sto andando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora intercettzioni e ancora calcio malato.</p>
<p>le intercettazioni risalirebbero al 9 gennaio 2005 &#8211; il giorno della partita di campionato tra Inter e Sampdoria, poi finita 3-2 per i nerazzurri &#8211; quando  Facchetti telefona a Bergamo, allora designatore arbitrale. Ecco il contenuto della chiamata:<br />
<span id="more-169"></span></p>
<p>Facchetti: &#8220;Pronto Paolo, sono Facchetti&#8221;</p>
<p>Bergamo: &#8220;Buongiorno Giacinto&#8221;</p>
<p>Facchetti: &#8220;Sto andando allo stadio, l&#8217;ho detto con i miei di avere con Bertini un certo tatto, una certa disponibilità. L&#8217;ho detto con i giocatori, con Mancini e gli altri&#8221;.</p>
<p>Bergamo: &#8220;Vedrai che sarà una bella partita&#8221;.</p>
<p>Facchetti: &#8220;Va bene&#8221;.</p>
<p>Bergamo: &#8220;Viene predisposto (Bertini) a fare una bella partita&#8221;</p>
<p>Facchetti: &#8220;Sì, si, va bene&#8221;.</p>
<p>Bergamo: &#8220;È una sfida che vedrai la vinciamo insieme&#8221;.</p>
<p>Facchetti: &#8220;Volevo solo dirti che l&#8217;ho fatto&#8221; (riferendosi al fatto che ha parlato alla squadra per non tenere un atteggiamento sbagliato nei confronti di Bertini).</p>
<p>Bergamo: &#8220;Vedrai che le cose andranno per il verso giusto, poi la squadra sta ricominciando ad avere fiducia, a fare i risultati. Fa morale&#8230;» </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Social Network per Genoani</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 09:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Cricket360.com. Oltre alla sua funzione “social” che permette agli appassionati di questo sport di interagire e condividere informazioni tra loro, sul sito sono presenti le sezioni coi risultati in tempo reale e una serie di news ovviamente dedicate al cricket.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.Cricket360.com">Cricket360.com</a>.</p>
<p>Oltre alla sua funzione “social” che permette agli appassionati di questo sport di interagire e condividere informazioni tra loro, sul sito sono presenti le sezioni coi risultati in tempo reale e una serie di news ovviamente dedicate al cricket.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un lettore si rivolge a Cassano con una lettera a cuore aperto.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico il testo di una mail che mi è arrivata e che subito ha attirato la mia attenzione: Caro Antonio, Quest’Italia non ti merita… Ora si’ tutta l’Italia, giornali&#38;media, tifosi di ogni colore, simpatizzanti e commissari tecnici da bar, sono tutti concordi nel chiedere al nostro CT di metterti in campo. Dopo anni in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2008/06/cassano.jpg" alt="cassano.jpg" />Pubblico il testo di una mail che mi è arrivata e che subito ha attirato la mia attenzione:</p>
<p>Caro Antonio,</p>
<p>Quest’Italia non ti merita…</p>
<p>Ora si’ tutta l’Italia, giornali&amp;media, tifosi di ogni colore, simpatizzanti e commissari tecnici da bar, sono tutti concordi nel chiedere al nostro CT di metterti in campo.</p>
<p>Dopo anni in cui sono stati tutti pronti a criticarti, per le “Cassanate”, per le liti con Totti, per i kg di troppo e le belle donne di Madrid e per le sceneggiate di quest’anno…</p>
<p>Trovami un salotto del calcio che non ti abbia attaccato, non ti abbia definito finito e condannato senza rimedio.</p>
<p>Eppure una persona (e ripeto una sola) ti venuta a prendere a Madrid, una citta’ ti ha accolto con calore e serenita’. Una famiglia ti ha coccolato per un anno, perche’ sapeva che solo tu potevi riportare il sorriso di tutti quelli che ti vengono a vedere, perche’ in te c’e’lo spirito del bambino che gioca al campetto, non per soldi, non per i diritti tv o gli sponsor, ma solo per PASSIONE…</p>
<p>Ma questo probabilmente i giornalisti non lo vedevano o forse semplicemente non faceva notizia…</p>
<p>E ora? Dopo che nessuno ti voleva in nazionale (nemmeno i tuoi compagni di avventura), ora che nemmeno le tue magie possono salvarci da una figuraccia, ora che il nostro destino e’ nelle mani della fortuna (e degli olandesi) tutti vengono a pregare ai tuoi piedi, a chiederti un guizzo, un colpo geniale, un miracolo…</p>
<p>Beh caro Antonio, fossi in te, farei un passo indietro, perche’  quest’Italia non ti merita, non merita di rivivere quel pianto commovente di 4 anni fa, che rimane una dei momenti piu’ commoventi del storia del calcio…<br />
Denis</p>
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		<title>Audio telefonate di Moggi con gli arbitri</title>
		<link>http://www.calciomalato.com/2007/05/12/audio-telefonate-di-moggi-con-gli-arbitri/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2007 18:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Adesso non potrà certo dire che nulla di tutto quello che si è detto e scritto sia tutto falso perché finalmente anche l&#8217;audio è stato pubblicato. Nella speranza di non vederlo più in televisione possiamo dilettarci ad ascoltare l&#8217;audio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/05/moggi_telefono.miniatura.jpg" title="moggi_telefono.jpg" alt="moggi_telefono.jpg" align="left" />Adesso non potrà certo dire che nulla di tutto quello che si è detto e scritto sia tutto falso perché finalmente anche l&#8217;audio è stato pubblicato.</p>
<p><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p>Nella speranza di non vederlo più in televisione possiamo dilettarci ad ascoltare <a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/sport/calcio/inchiesta-napoli/pagina-indice/pagina-indice.html">l&#8217;audio</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>video di Maradona ubriaco</title>
		<link>http://www.calciomalato.com/2007/05/12/video-di-maradona-ubriaco/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2007 17:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Diego che non avete mai visto: ubriaco e fuori di sè in una camera di albergo. Sono immagini immediatamente precedenti al ricovero in ospedale che fanno davvero male ai tutti i suoi fans. Eccovi il link]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2007/05/maradona.thumbnail.jpg" title="maradona.jpg" alt="maradona.jpg" align="left" />Un Diego che non avete mai visto: ubriaco e fuori di sè in una camera di albergo.</p>
<p>Sono immagini immediatamente precedenti al ricovero in ospedale che fanno davvero male ai tutti i suoi fans.</p>
<p>Eccovi il <a href="http://www.infobae.com/contenidos/310912-100909-0-El-Diego-que-nadie-quiere-ver-borracho-y-fuera-s%ED" title="Maradona ubriaco" target="_blank">link</a></p>
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		<title>Flachi e la Coca</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Feb 2007 10:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci risiamo ragazzi, c&#8217;è cascato di nuovo e questa volta mi sa che se tutto sarà confermato difficilmente lo vedremo di nuovo in campo a fare i numeri di cui è capace. Mai più articolo potrebbe essere più adeguato per essere inserito nella categoria &#8220;calcio malato&#8221;. Nel frattempo ha dichiarato: &#8220;Sono tranquillo, al momento opportuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="03d5a530-4ad5-4856-9355-48b40bb8a4a0.jpg" id="image113" alt="03d5a530-4ad5-4856-9355-48b40bb8a4a0.jpg" src="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2007/02/03d5a530-4ad5-4856-9355-48b40bb8a4a0.miniatura.jpg" />Ci risiamo ragazzi, c&#8217;è cascato di nuovo e questa volta mi sa che se tutto sarà confermato difficilmente lo vedremo di nuovo in campo a fare i numeri di cui è capace. Mai più articolo potrebbe essere più adeguato per essere inserito nella categoria &#8220;calcio malato&#8221;.</p>
<p>Nel frattempo ha dichiarato: &#8220;Sono tranquillo, al momento opportuno chiarirò tutto. Mi dispiace solo per la mia famiglia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sheva schiavo della moglie</title>
		<link>http://www.calciomalato.com/2006/12/16/sheva-schiavo-della-moglie/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 22:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Silvio Berlusconi e il trasferimento dell&#8217;ucraino al Chelsea: &#8220;Un vero uomo non si sarebbe comportato così. In casa mia sono io che comando. Shevchenko, invece, quando lo moglie lo chiama e lo manda sotto al letto, corre come un cagnolino&#8221; Il destino di questa stagione rossonera è un continuo rimbalzo tra passato e presente. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="aao.jpg" class="imagelink" onclick="doPopup(109);return false;" href="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/12/aao.jpg"><img align="left" title="aao.jpg" alt="aao.jpg" id="image109" src="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/12/aao.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Silvio Berlusconi e il trasferimento dell&#8217;ucraino al Chelsea: &#8220;Un vero uomo non si sarebbe comportato così. In casa mia sono io che comando. Shevchenko, invece, quando lo moglie lo chiama e lo manda sotto al letto, corre come un cagnolino&#8221;</p>
<p><span id="more-110"></span></p>
<p>Il destino di questa stagione rossonera è un continuo rimbalzo tra passato e presente. Il passato, manco a dirlo, ha le sembianze di Andriy Shevchenko. Però il distacco dal campione ucraino diventa ogni giorno più netto e le frasi di Silvio Berlusconi, pronunciate mercoledì notte all’uscita dalla cena di Natale del Milan, lo dimostrano: &#8220;Un vero milanista e un vero uomo non si sarebbe comportato così. In casa mia sono io che comando e decido cosa fare. Shevchenko, invece, quando lo moglie lo chiama e lo manda sotto al letto, corre come un cagnolino&#8221;. Frasi forti, che dimostrano la delusione per la scelta di Andriy: una decisione della moglie che il giocatore ha solo subito, come ha dichiarato lo stesso Berlusconi mercoledì. Poi il presidente del Milan ha commentato l’attuale primato dell’Inter: &#8220;E’ in testa, magari riuscirà a vincere dopo 12 anni di sconfitte. Stiamo dando solidarietà ai cugini, vorrà dire che per i prossimi 12 anni torneremo a vincere noi&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Le foto della festa di Adriano</title>
		<link>http://www.calciomalato.com/2006/10/21/le-foto-della-festa-di-adriano/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2006 10:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Fuma una sigaretta, beve e si diverte con alcune amiche durante una festa tra ragazzi. Niente di illegale o di scandaloso se il protagonista del party non si chiamasse Adriano, non giocasse in una squadra di livello come l&#8217;Inter e soprattutto se la sua astinenza dal gol non durasse da ben sette mesi. Le foto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/10/adriano-3.jpg" class="imagelink" title="adriano-3.jpg"><img src="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/10/adriano-3.miniatura.jpg" id="image104" alt="adriano-3.jpg" height="93" /></a><a href="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/10/adriano-2.jpg" class="imagelink" title="adriano-2.jpg"><img src="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/10/adriano-2.miniatura.jpg" id="image103" alt="adriano-2.jpg" height="95" /></a><a href="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/10/adriano-1.jpg" class="imagelink" title="adriano-1.jpg"><img src="http://www.calciomalato.com/wp-content/uploads/2006/10/adriano-1.miniatura.jpg" id="image102" alt="adriano-1.jpg" height="94" /></a></p>
<p>Fuma una sigaretta, beve e si diverte con alcune amiche durante una festa tra ragazzi. Niente di illegale o di scandaloso se il protagonista del party non si chiamasse Adriano, non giocasse in una squadra di livello come l&#8217;Inter e soprattutto se la sua astinenza dal gol non durasse da ben sette mesi.</p>
<p><span id="more-105"></span><br />
Le foto che ritraggono il bomber brasiliano durante una festa organizzata a casa sua a Como sono state diffuse da un sito brasiliano e da un giornale svedese.<br />
Il procuratore del giocatore, Gilmar Rinaldi, ha confermato che le foto sono state scattate nella residenza del giocatore aggiungendo che il fotografo avrebbe tentato di estorcere del denaro ai danni di Adriano prima di diffondere le immagini sul Web.</p>
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</p>
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		<item>
		<title>Rossi sarà licenziato?</title>
		<link>http://www.calciomalato.com/2006/09/17/rossi-sara-licenziato/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Sep 2006 16:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Malato]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;CHE DESTINO: dieci anni fa il governo Prodi mi chiamò per privatizzare la Telecom: ora tocca a me sottrarla a molti pericoli, incluso il rischio di una rinazionalizzazione strisciante&#8221;. Il professor Guido Rossi passa il sabato chiuso nella sua bella casa milanese davanti al Castello Sforzesco, fra gli scaffali di libri antichi e la collezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;CHE DESTINO: dieci anni fa il governo Prodi mi chiamò per privatizzare la Telecom: ora tocca a me sottrarla a molti pericoli, incluso il rischio di una rinazionalizzazione strisciante&#8221;. Il professor Guido Rossi passa il sabato chiuso nella sua bella casa milanese davanti al Castello Sforzesco, fra gli scaffali di libri antichi e la collezione di quadri che spazia dal Rinascimento al surrealismo.<span id="more-101"></span></p>
<p>Meglio non uscire per evitare l&#8217;assedio dei giornalisti e delle televisioni. Nella tranquillità familiare può meditare a sangue freddo sulla nuova sfida che ha accettato di affrontare da venerdì sera. Come sempre, ama osservare le emergenze più acute dall&#8217;alto della sua visione sui limiti del nostro sistema economico. Riflette sulla &#8220;maledizione del capitalista-manager&#8221; che stavolta ha colpito Marco Tronchetti Provera.<br />
Rievoca le discussioni che ebbe con un amico scomparso, Bruno Visentini, sul &#8220;capitalismo virile&#8221; all&#8217;italiana. Sorride della battuta di Berlusconi sul fatto che ci sono troppi Rossi in Italia. Non nasconde però un certo fastidio per il rumore di fondo delle polemiche che già hanno seguito la sua nomina a presidente della Telecom. L&#8217;opposizione grida all&#8217;incompatibilità degli incarichi perché lui rimane commissario straordinario della Federcalcio.</p>
<p>&#8220;Quale incompatibilità? Nessuno spiega dove sia. E forse dimenticano che quando privatizzai Telecom ebbi anche un ruolo di regista nell&#8217;altra privatizzazione dell&#8217;istituto bancario San Paolo di Torino. Non sarà la prima volta che mi tocca fare più di un mestiere&#8221;. Uno de compiti urgenti che lo attendono è restituire serenità alla più grande azienda italiana di servizi, far sì che gli uomini della Telecom possano tornare a concentrarsi sulle strategie e sul risanamento dell&#8217;azienda dopo mesi di incertezze e di turbamenti. Per ridare serenità al gruppo lo aiuterebbe anche un po&#8217; di discrezione da parte del governo.</p>
<p>Invece ecco il ministro Mastella che gli chiede di lasciare la Figc, la sua collega Melandri che reagisce irritata &#8220;per non essere stata avvertita prima&#8221;.<br />
Forse Romano Prodi potrebbe aiutarlo disciplinando il coro, inaugurando una benefica tregua delle grida attorno a una delle ultime grandi aziende italiane.<br />
No, a lasciare l&#8217;incarico di commissario straordinario della Figc lui non ci pensa perché sarebbe un tradimento: abbandonare proprio in vista del traguardo un compito a cui si è dedicato con passione.</p>
<p>Qualcuno si era stupito che lui avesse accettato di operare con il suo bisturi anche &#8220;calciopoli&#8221;. Ma in questi mesi di lavoro Guido Rossi ha avuto conferma della sua intuizione: che dietro lo scandalo del calcio c&#8217;era una crisi non solo sportiva, c&#8217;era un pezzo della pervasiva patologia italiana. E&#8217; quello che lui oggi definisce &#8220;un intreccio perverso tra affari, sport, informazione, politica&#8221;. Rifondare il calcio italiano, varare quelle nuove regole che lui annuncerà in tempi brevi, è una riforma che ha un valore simbolico profondo per il paese, tocca un nodo cruciale per la cultura della legalità in larghi strati dell&#8217;opinione pubblica nazionale.</p>
<p>Ma l&#8217;impresa di rifondare il calcio italiano volge quasi al termine, la seconda missione Telecom invece è appena iniziata.<br />
Accettando l&#8217;incarico dal consiglio d&#8217;amministrazione venerdì Rossi ha annunciato chiaramente &#8220;l&#8217;intenzione di svolgere il mandato in continuità con le strategie e gli obiettivi già individuati dal consiglio, proseguire nelle operazioni comunicate al mercato&#8221;. Quelle parole non significano che Rossi si sia legato le mani in partenza, che abbia accettato di essere un semplice esecutore: non lo è mai stato in vita sua. In quella dichiarazione va sottolineata l&#8217;ultima parte. Il rispetto del mercato. E&#8217; un dovere con cui il grande giurista milanese si è sempre identificato. E&#8217; il paradosso che lo ha visto nel ruolo di critico severo del capitalismo, in nome del mercato.</p>
<p>&#8220;Perché il capitalismo crea diseguaglianze, genera monopoli, mentre il mercato favorisce la democrazia economica, nasce dalla forza delle regole, vive di trasparenza&#8221;. Questo spiega perché, dopo una carriera unica che lo ha già visto padre dell&#8217;antitrust e della Consob, salvatore di Ferruzzi-Montedison, Rossi abbia accettato di sobbarcarsi quest&#8217;altro fardello. Per il rispetto di un mercato che sul caso-Telecom è stato sconcertato dai polveroni, dalle interferenze politiche, dalla mancanza di visibilità sul futuro dell&#8217;azienda.</p>
<p>La prima cosa che Rossi vorrà fare da presidente dell&#8217;azienda è vederci chiaro, come sempre. Vorrà capire lo stato esatto dei conti. Vorrà verificare che l&#8217;indebitamento sia, come sembra risultare alle banche, un problema sotto controllo e governabile.<br />
Forse nel momento in cui Tronchetti ha accettato di fare un passo indietro ha già rimosso un ostacolo alla fiducia del mercato, e si scoprirà che il gruppo non è affatto un malato incurabile. La vendita della Tim? E&#8217; presto per parlarne. Accettando di svolgere il suo mandato &#8220;in continuità con le strategie già individuate dal consiglio&#8221; Rossi non ha firmato quella vendita della Tim a investitori stranieri che paventa il governo. Le &#8220;operazioni già comunicate al mercato&#8221; per ora sono la divisione in società distinte della rete fissa e della telefonìa mobile. Rossi non scopre le sue carte con nessuno, deciderà per il bene dell&#8217;azienda e dei suoi azionisti.</p>
<p>Forse solo a lui può riuscire il capolavoro: condurre in porto il risanamento dell&#8217;impresa, gestirla come una public company (il suo obiettivo originario in occasione della privatizzazione del &#8217;97) per il solo fatto di essere lui un garante super partes, notoriamente indipendente. Alla fine, in questo modo toglierebbe un&#8217;incognita dall&#8217;orizzonte del governo Prodi.</p>
<p>Aiuterebbe anche Tronchetti, che rimane un azionista importante del gruppo e non può che ricavare vantaggi da un risanamento del bilancio. In questa quadratura del cerchio Rossi avrà anche un altro obiettivo, che gli è sempre stato caro: &#8220;Fare dell&#8217;Italia un paese un po&#8217; più europeo&#8221;. L&#8217;Europa è uno dei suoi riferimenti più solidi. Dieci anni fa la privatizzazione Telecom fu anche funzionale a un risanamento della finanza pubblica, fu un&#8217;operazione-fiducia nella fase storica dell&#8217;aggancio all&#8217;euro.</p>
<p>Oggi si tratta di evitare che la Telecom diventi un altro casus belli fra Roma e Bruxelles, un nuovo focolaio di tensione come le Autostrade per i sospetti di protezionismo. Rossi non si stanca mai di denunciare il sottile filo di continuità che lega &#8220;l&#8217;autarchìa corporativa del fascismo, l&#8217;interventismo e l&#8217;assistenzialismo dei governi democristiani, la scarsa cultura di mercato della sinistra, il conflitto d&#8217;interessi endemico&#8221;, tutto quello che ha contribuito a imporci un &#8220;capitalismo opaco, perciò asfittico, miope e ottuso di fronte alle grandi opportunità della globalizzazione&#8221;.</p>
<p>Coronando una carriera che non ha eguali, in questa missione Telecom il professore non ha un tornaconto personale. Ormai può permettersi di lavorare solo per la gloria, per lasciare un segno innovatore nella storia del capitalismo italiano. Appena qualche anno fa sembrava volesse dedicarsi soprattutto a educare le nuove generazioni: dopo anni di insegnamento del diritto societario ed europeo, aveva scoperto la vocazione accademica di cimentarsi con la filosofia del diritto, per andare al cuore della questione dei valori.</p>
<p>E&#8217; convinto che l&#8217;Italia &#8220;è davvero migliore di quel che sembri&#8221;. &#8220;In questo paese &#8211; dice &#8211; ci sono persone di una dedizione magnifica, come Francesco Saverio Borrelli, che ci fanno onore. E continuo a incontrare giovani straordinari, che mi danno speranza&#8221;. Nella nuova impresa si farà guidare dai suoi principi: &#8220;L&#8217;amore per lo Stato di diritto, per il senso della legalità, l&#8217;avversione contro le interferenze della politica&#8221;.</p>
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		<title>Il nuovo designatore arbitrale</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Sep 2006 16:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Debba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo designatore degli arbitri, Stefano Tedeschi è stato chiaro sin da subito mettendo in guardia tutti i Presidenti e dirigenti delle squadre di serie A e B: &#8220;Spero di essere controllato. Così tutti sapranno come lavoro. Ci sono delle regole, basta applicarle. Se un presidente mi telefona? Pronto a denunciarlo&#8221;. Parte quindi all&#8217;insegna della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo designatore degli arbitri, Stefano Tedeschi è stato chiaro sin da subito mettendo in guardia tutti i Presidenti e dirigenti delle squadre di serie A e B: &#8220;<em>Spero di essere controllato.</em> <em>Così tutti sapranno come lavoro</em>. <em>Ci sono delle regole, basta applicarle. Se un presidente mi telefona? Pronto a denunciarlo&#8221;</em>.<br />
Parte quindi all&#8217;insegna della chiarezza il nuovo corso della classe arbitrale. L&#8217;importante è che tedeschi riuscirà a mantenere fede alle sue parole.<span id="more-100"></span></p>
<div id="more" class="entry-more">Il Corriere dello sport oggi ha pubblicato un&#8217;intervista a Stefano tedeschi, nuovo designatore degli arbitri, chiamato a ridare credibilità ad un settore smantellato negli uomini ma soprattutto nella credibilità dopo lo scandalo di questa estate.<br />
E l&#8217;inizio sembra promettere bene.<br />
&#8220;<em>Non si azzardino a telefonarmi per nessun motivo</em> &#8211; spiega &#8211; <em>è vietato anche chiamare gli arbitri e far loro regali di valore. D&#8217;ora in poi faranno carriera solo quelli che si dimostreranno più bravi, non i più protetti</em>&#8220;.Parole dure, forti, tenaci com&#8217;è chi le ha pronunciate, almeno a sentore a chi Tedeschi lo conosce bene. Nessuna interferenza, nessuna ingerenza nei confronti della classe arbitrale sarà permessa dal designatore, che continua dicendo: &#8220;<em>Non si azzardino a telefonarmi per nessun motivo</em> &#8211; spiega &#8211; <em>è vietato anche chiamare gli arbitri e far loro regali di valore. D&#8217;ora in poi faranno carriera solo quelli che si dimostreranno più bravi, non i più protetti. Se non riuscirò</em> <em>me ne tornerò alla mia sezione. Oltre al calcio mi occupo di altro</em>&#8220;.<br />
Deciso a tutto Tedeschi pur di vedere riaffermata la &#8220;terzietà&#8221; dell&#8217;arbitro di calcio, troppo spesso messo sotto da potere più forti di lui.</p>
<p>Quando è stato nominato designatore in molti hanno storto la bocca.</p>
<p>Questo è quindi il biglietto da visita col quale si è presentato il nuovo designatore.<br />
Adesso alle parole devono seguire i fatti e la speranza è che non ci sia nessuno capace di far cambiare atteggiamento a Tedeschi, nè che lui si cominci a sentire &#8220;onnipotente&#8221;.<br />
Il calcio ha bisogno di gente seria adesso, perchè ce ne è davvero poca in giro&#8230;quello di Tedeschi e Tosel (il nuovo giudice sportivo) smebra essere davvero buono. Ripartiamo da qui, da loro due e da qualche arbitro che merita davvero (Rosetti sopra tutti).</p></div>
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